Non puo’ esistere una “buona scuola” senza regole e diritti in difesa dei più deboli

Pubblichiamo il comunicato inviatoci dall’operatore ASACOM, nonchè professore, Pietro Roccaro.

Facendo solo una breve  e amara considerazione su quello che sta accadendo oggi nel mondo della cosìddetta “buona scuola”: insegnanti e lavoratori sfruttati e mal pagati, in buona sostanza, diritti calpestati che sono alla base, non solo della nostra Costituzione Italiana, ma anche delle norme che regolano il Patto di Stabilità e coerenza della U.E.

Ciò che sta avvenendo in Italia, Spagna, Portogallo, Francia ecc..è un attacco alla dignità dell’essere umano; la condizione  di emigrazione o di immigrazione è un attacco all’UMANITA’ intera, considerato il fatto che poi , in realtà, nessun governo, Stato o Unione è realmente interessato ad arginare o fermare, in qualche modo questo flusso migratorio.

Nessun referendum potrà renderci mai ciò che è già stabilito dalle Costituzioni di ogni Stato, nessun referendum o legge può toglierci i nostri diritti, di fatto, già negati e poi volutamente ignorati.

Ecco  il comunicato del prof. Pietro Roccaro.

Buona lettura.

QUANDO IL  MIUR  RICONOSCERA’  L’IMPORTANTE RUOLO DEGLI ASACOM ?

Prendendo spunto dalla protesta Nazionale del Coordinamento degli Assistenti Specialistici ed alla Comunicazione svoltasi davanti alla sede del MIUR dell’ 8 Aprile, con la quale i colleghi, accorsi a Roma da tutte le regioni d’Italia in quanto il problema è comune, hanno voluto rivendicare di voler: “uscire dall’invisibilità e di volere una legge che ci riconosca, il Miur ci assuma”. Si vuole evidenziare che tale questione sembra, anzi mi correggo, da Nord a Sud   non interessa a nessuno degli organi istituzionali, una  situazione che riguarda molti operatori specialistici che lavorano all’interno delle scuole di ogni ordine e grado affiancando i docenti di sostegno nel percorso formativo ed inclusivo scolastico di garantire il diritto allo studio agli studenti in condizioni di disabilità.

Questa protesta, della quale non hanno parlato TV e giornali e che non ha avuto la benché minima menzione da parte di nessuna sigla sindacale del comparto della Scuola, si svolgeva nello stesso giorno in cui a Siracusa si continuava a discutere ancora dell’avvio o meno del servizio di Assistenza scolastica e del destino degli Assistenti Specialistici ed alla Comunicazione operanti nelle varie Cooperative ed Associazioni da un mese rimasti a casa dopo la decisione del Commissario Straordinario del Libero Consorzio di Siracusa di sospendere, a partire dal 7 Marzo scorso, il servizio per le gravi difficoltà economiche dell’Ente e per la sua impossibilità a farlo proseguire fino alla fine dell’anno scolastico in corso.

Una tale protesta che, pone l’accento su motivi validissimi e sacrosanti (Diritto all’Istruzione, Diritto all’inclusione sociale e Diritto al Lavoro) meriterebbe di avere la sua giusta “Visibilità” ; con tutto il rispetto per le varie Coop ed Associazioni sociali, ma rifacendomi a quanto lamentato dal rappresentante del Coordinamento degli Assistenti Specialistici ed alla Comunicazione, noi siamo a tutti gli effetti delle figure professionali specialistiche giacché dotate di titoli di studio e di laurea,  collaboriamo con i docenti di sostegno e curriculari nel cercare di favorire l’apprendimento degli alunni con disabilità psichiche, sensoriali e motorie e cercando di aiutarli a poter superare quei limiti derivanti dalle loro patologie che ne possano impedire di seguire le lezioni, a studiare e che rappresentano un ostacolo nell’ inserimento all’interno della classe con i propri compagni. Ma nonostante questo importante ruolo Psico-Pedagogico che viene apprezzato dalle famiglie, le quali ogni anno ne richiedono la presenza accanto ai propri figli con particolari disabilità come l’autismo, la sordità e la cecità, continuiamo ad essere trattati come una sottocategoria lavorativa invisibile ed insignificante. Per il nostro lavoro e le nostre professionalità dovremmo essere, invece, riconosciuti giuridicamente dal MIUR alla pari dei docenti di sostegno e poter svolgere il nostro lavoro con contratti dignitosi ed essere sottratti alla condizione lavorativa precaria ed incerta di figure professionali che operano solamente per tramite delle Coop o delle Associazioni sociali. Se si continuerà con il voler restare vincolati ai destini di queste ultime o ai bilanci sempre più in rosso degli Enti Locali (Regioni ed ex Provincie) continueremo ad essere trattati con indifferenza e saremo sempre visti dal Sistema come l’ultimo anello del carro. Si deve cercare di lottare per avere il giusto riconoscimento giuridico-professionale di questa figura.

E’ inutile girarci attorno, ma il problema circa la ripresa del servizio di Assistenza Asacom in tutti i suoi aspetti (didattico ed igienico-personale) si ripresenterà nuovamente anche il prossimo anno scolastico e sarà sempre peggio se non si cambierà l’attuale e disastroso Sistema con una apposita Circolare o Normativa Ministeriale veramente seria che affronti il problema per risolverlo con i fatti e non a chiacchiere, come chiesto dal Coordinamento degli Assistenti Specialistici e della Comunicazione nella manifestazione Nazionale dell’ 8 Aprile e che è stata (mi sembra giusto ricordarlo) ignorata dal ministro della Pubblica Istruzione, dai Sindacati del Comparto Scuola, da Stampa e Tv . Come se essere un docente oppure un educatore che lavora con il profilo professionale di Assistente Specialistico e della Comunicazione sia qualcosa di dequalificante al punto da non meritare la benché minima considerazione dallo stesso MIUR.

L’Assistenza Specialistica Scolastica, dovrebbe essere “internalizzata” dallo Stato e non delegato agli Enti locali, viste le loro “non floride” condizioni di salute dei propri bilanci e i conseguenti disservizi, condizioni di disagio per gli utenti e le loro famiglie alle quali stiamo assistendo; diciamocela tutta, tali problematiche non le risolvi certamente con la contraddittoria decisione di riattivare un servizio che è stato sospeso per mancanza di coperture finanziarie e poi, sotto la spinta delle legittime proteste delle Associazioni delle famiglie dei disabili, della Rete delle Cooperative sociali, lo riattivi ma con una riduzione delle ore portandolo da 15 a 10. Ridurre le ore da parte degli appositi Uffici del Libero Consorzio di Siracusa a che cosa è servito a questo punto? Sicuramente a snaturare, ulteriormente, il servizio stesso e quella sua funzione pedagogica, sancita dalla Legge 104/92, finalizzata a favorire e a stimolare quelle “funzioni o processi esecutivi” residui ed inespressi che sono presenti nel soggetto in situazione di disabilità (psichica, deambulatoria, logica/cognitiva) e tutto quanto può essere utile a una sua “autonomia” personale che sia di “inclusione” non solo scolastica ma soprattutto sociale nell’ambito di una necessaria prospettiva di un vero e proprio progetto di vita del “Dopo di Noi”.

Vogliano scusarmi il Commissario Straordinario e i dirigenti degli appositi Uffici, ma con 10 ore di assistenza scolastica che avete deliberato ma quali risultati si possono ottenere concretamente sul piano del raggiungimento degli obiettivi elencati? Con questi criteri, invece, si assiste al ” fallimento” del servizio ma allo stesso ad una vera e propria limitazione delle mansioni svolte dall’Asacom che continua ad essere sminuita ed oggi ancora di piu’ ad essere mortificata da queste scelte fatte all’insegna del “Risparmio” e della “Spending Review” fatta ricadere sulla pelle dei più deboli.  A questo punto o si cambia veramente registro o altrimenti i problemi atavici legati all’Asacom continueranno a persistere anche il prossimo anno scolastico.

Si spera da parte di tutti quanti che ciò che si è discusso in sede di incontro quel martedì 12 Aprile  nella sede della LegaCoop nell’incontro voluto dalle varie Cooperative Sociali con le famiglie dei disabili nel tentativo di trovare una soluzione giusta e di “equilibrio” che cercasse di soddisfare le legittime aspettative di ciascuno dei presenti si realizzi con i fatti, ovvero quella volontà  di costituire da subito un tavolo tecnico tra la rete delle Coop sociali e le Istituzioni (investendo l’autorità del Prefetto come garante dello stesso) per una gestione delle risorse economiche erogate dalla Regione e finalizzate esclusivamente per l’attivazione del servizio Asacom e scongiurare così i disservizi di ogni tipo fin qua accorsi.

Rimaniamo del parere che tutti i disservizi venutisi a creare nel campo dell’assistenza ai disabili si potrebbero superare non attraverso la istituzione di ipotetici “tavoli tecnici” (sempre che ci sia la volontà di volerli fare) ma solo con una Riforma dell’intero Sistema che renderebbe altresì giustizia a tanti Assistenti Specialistici e della Comunicazione; una Riforma che dovrebbe essere operata  dal MIUR Istituzionalizzando la nostra figura professionale equiparandola una volta per tutte sul piano giuridico  a quella del docente di sostegno e sottraendoci da quella condizione umiliante di Invisibilità in cui ci troviamo e con la quale svolgiamo la nostra mansione pedagogico-sociale.

 

 Prof. Pietro Roccaro

Operatore ASACOM

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Un commento

  1. Perché il MIUR, il Ministro Giannini ed il sottosegretario Faraone (fresco di laurea da qualche mese, caso eccezionale di un viceministro alla pubblica istruzione che non era ancora laureato ma ha potuto ricoprire quel ruolo ugualmente alla faccia dei tanti laureati ai quali vengono precluse tante possibilità con le più ridicole e assurde scusanti ed alimentando così precariato e disoccupazione) non presentano in parlamento una legge che riconosca giuridicamente la nostra figura professionale di Assistenti Specialistici ed alla comunicazione e che ci Istituzionalizzi alla pari dei docenti di sostdalle La cosa che più mi amareggia è che a nessuno interessa della nostra situazione: una manifestazione nazionale promossa dal Coordinamento Asacom che non ha avuto alcuna menzione sui media e nessun sindacato del comparto scuola si è degnato di esprimere il proprio sostegno alla nostra giusta causa di poter uscire dalla totale invisibilità nella quale ci troviamo. Siamo laureati, siamo in possesso di questo titolo di Assistenti specialistici ed alla comunicazione, ogni giorno lavoriamo affianco dei docenti curricolari e di sostegno perché dobbiamo continuare ad essere sottostimati dalle istituzioni politiche e sindacali?

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